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Inchiesta su Gesu : chi era l'uomo che ha cambiato il mondo / Corrado Augias, Mauro Pesce - Milano : Mondadori, 2006 - 263 p. ; 23 cm. - NISBN - 88-04-56001-0.
Gesù era un ebreo che non voleva
fondare una nuova religione. Non era un cristiano. Era convinto che
il Dio delle sacre scritture ebraiche stesse cominciando a
trasformare il mondo per instaurare finalmente il suo regno sulla
terra. Era totalmente concentrato su Dio e pregava per capire la
sua volontà e ottenere le sue rivelazioni, ma era anche
totalmente concentrato sui bisogni degli uomini soprattutto gli
'ultimi': i malati, i più poveri, coloro che sono
privi di giustizia. Il suo messaggio era inscindibilmente mistico e
sociale. Il regno di Dio non venne, e anzi egli stesso fu messo a
morte dai romani per timori politici. I suoi discepoli, che
provenivano da ambienti diversi, diedero fin dall'inizio
interpretazioni differenti del suo messaggio. Si interrogarono
sulla sua morte dandone spiegazioni diverse, molti di loro si
convinsero che era risuscitato dai morti. Un certo numero di suoi
seguaci rimase dentro le comunità ebraiche, altri diedero
vita ad una nuova religione percorsa da diverse correnti, il
cristianesimo. Solo tra III e IV secolo si sarebbe formata una
collezione di sacre scritture cristiane, quella che oggi si chiama
"Nuovo Testamento", ma i primi cristiani avevano scritto nel
frattempo numerosissime altre opere. Quelle che le chiese
considerarono apocrife, a partire all'incirca dal IV secolo,
scomparvero poco alla volta; sono ricomparse dalla fine
dell'Ottocento ad oggi grazie agli scavi archeologici e alle
ricerche storiche. La massa di studi sviluppata negli ultimi
centocinquanta anni ha rivoluzionato le nostre conoscenze.
Gli autori si
augurano che le lettrici e i lettori di fronte alla presentazione
di tante affermazioni e ipotesi storiche siano spinti a allargare
la propria conoscenza e a leggere direttamente opere che forse non
conoscevano. Quanto più aumenta la conoscenza storica, tanto
più si rinvigoriscono il pensiero critico e la vita
democratica di un paese, e i fondamentalismi di qualunque tipo
dimostrano la propria debolezza culturale e la devastazione mentale
(e politica) che operano.