Famiglia: Indo-europeo: Neolatino. Tipico caso di eteroglossia
interna, il tabarchino è una varietà di genovese d'Otramar trasferita
dapprima (sec. XVI) sullisola di Tabarca in Tunisia, e successivamente (1738 e 1770)
trapiantata nell'arcipelago sulcitano di Sardegna e sullisola di Nueva Tabarca
(Alicante, Spagna), ove risulta estinta dallinizio del sec.
XX.
Diffusione: Il tabarchino è parlato nei comuni di Carloforte
(LUîza) e Calasetta (Câdesedda), rispettivamente
sulle isole di San Pietro (San Pê) e SantAntioco
(SantAntiócu) nella Sardegna sud-occidentale (provincia
di Cagliari)
Consistenza numerica: La popolazione complessiva dei due comuni
è di circa 9.000 unità (6.132 a Carloforte, 2.661 a
Calasetta in base ai dati del dati censimento 2001), di cui oltre
l80 % parla abitualmente il tabarchino. Comunità compatte
di Tabarchini vivono anche a Cagliari e in altri centri della Sardegna
(Carbonia, Iglesias) e a Genova.
Status: il tabarchino è espressamente riconosciuto come
lingua minoritaria allinterno della Regione Sardegna in base
alla legge regionale n. 26 del 15 ottobre1997.
Servizi pubblici: gli statuti comunali di Carloforte e Calasetta
prevedono lutilizzo pubblico del tabarchino, ad esempio nelle
sedute dei Consigli Comunali. Sebbene in forma non ufficiale, a livello
orale il tabarchino trova impiego corrente in tutti gli utilizzi pubblici
e nei rapporti tra i cittadini e le istituzioni. A Carloforte vige
il bilinguismo nellambito della toponomastica.
Educazione: sebbene a livello non ufficiale, lutilizzo
del tabarchino è abitualmente inserito nelle attività
didattiche delle scuole materne, elementari e medie dei due comuni.
Limitatamente a Calasetta, dal 1999, in base alle norme sullautonomia
scolastica, linsegnamento in tabarchino e del tabarchino è
entrato nei programmi didattici in forma più stabile, attraverso
il reclutamento di un corpo insegnante aggiuntivo.
Media: trasmissioni in tabarchino vengono effettuate da radio
locali, che diffondono anche la vasta produzione di canzoni di autori
locali, presentate annualmente al Festival della Canzone Tabarchina.
Esiste una discreta produzione letteraria (poesia e prosa) e unattività
filodrammatica in tabarchino.
Osservazioni: presso le due comunità si stanno moltiplicando
negli ultimi anni le iniziative di promozione e conoscenza della parlata.
A Calasetta il Comune ha organizzato diversi incontri e convegni,
anche con la partecipazione di studiosi esterni, allo scopo di sensibilizzare
l'opinione pubblica sulle esigenze di tutela, e un programma triennale
di interventi è stato recentemente proposto in attuazione della
Legge Regionale sarda, ai cui finanziamenti anche la scuola locale
ha avuto accesso per l'organizzazione di iniziative didattiche. A
Carloforte, le scuole locali (tre istituti superiori e l'istituto
comprensivo) hanno a loro volta, attraverso il finanziamento regionale
al quale hanno accesso come Consorzio, avviato iniziative di largo
respiro. Nel corso di un seminario tenutosi nell'autunno 2001, aperto
a insegnanti e cultori anche calasettani, è stata fissata una
grafia unificata del tabarchino (cfr. il fascicolo Il tabarchino
dall'oralità alla scrittura, a cura di F. Toso, Carloforte,
Consorzio Scuole Carlofortine, 2002) che trova impiego anche
nei materiali didattici - tra i quali una Grammatica del tabarchino, pubblicata nel 2005 da F. Toso.
Altrettanto intensa l'attività di ricerca, contrassegnata da
approfonditi studi dialettologici, sociolinguistici e lessicografici (Fiorenzo Toso va pubblicando il Dizionario Etmologico Storico Tabarchino, il cui primo volume, edito nel 2004, comprende le lettere A-C;
con il supporto e il coordinamento di studiosi del Centro Internazionale
sul Plurilinguismo e delle società scientifiche rappresentative
dei linguisti, il 'caso tabarchino' è stato inoltre portato
alla ribalta della comunità nazionale come vistoso documento
di disattenzione del legislatore nei confronti di una palese e vitale
condizione di eteroglossia interna: si rinvia per una analisi d'insieme
al volume Insularità linguistica e culturale. Il
caso dei tabarchini di Sardegna. Documenti del Convegno Internazionale
di Studi (Calasetta, 23-24 settembre 2000), a cura di V. Orioles e
F. Toso, presentazione di T. De Mauro, Genova, Le Mani, 2001. Ultimamente
il tema è stato ripreso in occasione del convegno di studi
“La legislazione nazionale sulle minoranze linguistiche. Problemi,
applicazioni, prospettive. In ricordo di Giuseppe Francescato”
(Udine, 30 novembre -1 dicembre 2001; = "Plurilinguismo. Contatti
di lingue e di culture" 9, 2002, a cura di V. Orioles, Udine,
Forum, 2003) al termine del quale è stato approvato un documento
di sollecitazione alle istituzioni e recentemente in una silloge di studi dedicata al tema complessivo delle eteroglossie interne di area italiana (Orioles-Toso 2005).
Come risultato di tale convergente sensibilizzazione si segnala l'elaborazione
di un disegno di legge (n. 320), presentato alla Camera dei Deputati
il 29 aprile 2006 a firma di Antonello Mereu ed altri dal titoloModifica dell’articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, recante norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, che detta disposizioni a tutela della minoranza linguistica tabarchina della Sardegna e della minoranza galloitalica della Sicilia e della Basilicata.